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I primi quattro anni del Consiglio di Disciplina

I primi quattro anni di vita del CDD stanno volgendo al termine. Come si conviene, occorre tirare le fila su quanto è accaduto, per abbozzare un bilancio dell’attività svolta. Attività rivolta a quale scopo? A mio parere il nuovo organo punta molto in alto nella costruzione di un modo di vivere la professione sempre più moderno e vicino alla società: dimostrare che anche giustizia domestica è in grado di garantire, attraverso la trasparenza del proprio operare e la rapidità del proprio intervento, che la funzione assegnata alla avvocatura, nella difesa ed affermazione dei diritti, risulti sempre riconoscibile e realizzata, sanzionando i comportamenti che, al contrario, la rendono opaca quando non deontologicamente illecita. Tuttavia il compito assegnato ai CDD si realizza attraverso un percorso che non sempre ne agevola l’esecuzione.

Sarò sintetico e mi limiterò a due osservazioni tra le molte che sono state avanzate:

  • le norme del procedimento dovrebbero essere più snelle e meno inutilmente garantiste;
  • il numero (cinque) dei componenti la sezione giudicatrice è ingombrante, visto sempre nell’ottica della snellezza del procedimento.

Veniamo ora a Bologna. Dovendo dare un giudizio sul funzionamento del CDD, rispondo, che – nonostante un numero non piccolo di componenti privi di precedente esperienza disciplinare, il carico iniziale di procedimenti provenienti dai COA, un Presidente ruvido – i risultati non sono mancati, come è rilevabile dalla tabella allegata. Tuttavia si sarebbe potuto fare meglio. Vengo a qualche esempio.

Dichiarare un maggior numero di manifeste infondatezze in Assemblea Plenaria: tutto dipende dalla visione che si vuole/deve avere della manifesta infondatezza; quella adottata dal CDD di Bologna è particolarmente rigorosa, cioè l’evidenza della infondatezza non deve avere la minima ombra, meglio aprire una istruttoria in sezione, approfondire, poi eventualmente archiviare motivatamente.

Ancora, sempre esemplificando, portare a sezione più rapidamente i c.d. segnalati seriali. Si è ritenuto più opportuno dare un maggior numero di risposte agli esposti iscritti nel Registro Riservato, piuttosto che intasare e così ritardare, causa i seriali, i lavori del CDD. Ogni singolo COA, però, vede unicamente il proprio “particulare”, la propria bestia nera. A mio parere ora che, anche per merito delle costituite sezioni fisse, il motore del CDD ruota a regime, nel prossimo quadriennio si potranno adottare nuove più incisive misure per affrontare il problema dei segnalati seriali, maestri, tra l’altro, nell’usare lo strumento della ricusazione, che apre un sub procedimento che può giungere sino al CNF, ovvero nell’inventare sempre nuovi motivi per “stancare” il CDD, quali le istanze di legittima suspicione ovvero le più stravaganti richieste di accesso agli atti ovvero ancora di ricusazione.

Per finire con gli esempi, l’inondazione (933) di segnalazioni per insufficiente o del tutto mancante numero di crediti formativi. Sempre al fine della efficienza ed efficacia del lavoro complessivo del CDD si è ritenuto in Assemblea Plenaria, per le ipotesi in cui i crediti mancanti non superassero i cinque, in un primo tempo di adottare obtorto collo provvedimenti di manifesta infondatezza, poi, in applicazione della modifica del Regolamento 2/2014 CNF, adottare il richiamo verbale. Si è chiesto, dialogando con il CNF, e si spera che anche i COA condividano la richiesta, l’introduzione di una modifica normativa/regolamentare che consenta ai COA, dopo aver concesso un congruo lasso di tempo per recuperare i crediti mancanti, di sospendere in via amministrativa i colleghi che non adempiono correttamente all’obbligo formativo. Salva, in caso di mancato ravvedimento o di recidiva, l’applicazione anche della sanzione disciplinare. La modifica avrebbe un impatto sicuramente più efficace nella logica del raggiungimento del rispetto dell’obbligo formativo.

Per concludere torno al risultato di questo primo mandato. Il merito di questo risultato, a mio avviso buono, anche se migliorabile, va non solo a tutti i componenti del CDD, ma anche alla segreteria, che sarà a ranghi completi soltanto con il 2019, ma che non ha mai fatto mancare il suo insostituibile apporto.

Chi volesse approfondire il dettaglio dell’attività del CDD troverà le relazioni annuali per gli anni 2015, 2016 e 2017 al seguente link: https://gestionale.synology.me:5001/d/f/451961570910543941

Dati statistici dall’insediamento del CDD al 31/10/2018

Fascicoli Iscritti nel Registro Riservato4487
Archiviazioni per Manifesta Infondatezza dell’Assemblea Plenaria783
Richiami Verbali dell’Assemblea Plenaria73
Fascicoli Assegnati a Sezione1649
Procedimenti Archiviati dalle Sezioni778
Richiami Verbali applicati dalle Sezioni137
Decisioni Emesse a seguito di Dibattimento179

Informazioni sull'autore

Flavio Peccenini