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Bologna Forense n. 1 – marzo/aprile 1989

Bologna Forense n. 1 - marzo-aprile 1989

Cari Colleghi,

finalmente e doverosamente nasce «BOLOGNA FORENSE» sopperendo così ad una lacuna informativa che siamo riusciti, non senza difficoltà, a superare.

La dirige Achille Melchionda che prosegue così la funzione già in precedenza assunta per quel Notiziario regionale che è stato più che degna pubblicazione, anche se di apparizione non frequente. E al nostro Direttore dobbiamo di aver ora realizzato con personale determinante impegno i voti del Consiglio. Spetta comunque a me di presentare questo nostro Notiziario per quello che attualmente vogliamo sia, non senza aspirazione a quanto, in una perdurante sempre utile crescita, doventerà con i contributi che ( ne sono convinta) dal nostro Foro potrà acquisire. Finalità: si tratta di interpretare e soddisfare giustifìcate esigenze degli iscritti ai nostri Albi e Registri, inserite naturalmente, oltre ai problemi di carattere locale e formale, sulla piatteforma della difesa della nostra prefessione, dalla quale non si può prescindere ad ogni effetto diretto e indiretto. Non è certo in questa sommaria presentazione il caso di svolgere argomentazioni di contenuto circa l’oggetto di questa necessaria difesa, se non per puntualizzarne l’aspetto essenziale che è quello di conservazione della autonomia di cui l’Ordine attualmente gode, in virtù di disposizioni quali l’art. 2229 del cod. civ. e la legislazione che ci riguarda, autonomia che del resto è fra i principi posti a fondamento della nostra Carta Costituzionale. Il che significa che al di là dei limiti fissati dalla legge, la tenuta degli Albi e Registri che legittimano l’esercizio prefessionale ( ammissioni: sospensioni, cancellazioni) con gli accertamenti anche non normativi ma deontologici che la regolano, non potrà essere deferita ad altri diversi organi dello Stato, al di là di quella normativa. Su di che in sostanza si fondano libertà e attendibilità dell’avvocato. Ovviamente però questa posizione, in certo senso privilegiata, assicurata dall’Ordinamento alla nostra «classe» richiede in fra l’altro anche adeguata formazione prefessionale sotto ogni aspetto. Al quale proposito, il nostro Notiziario dovrà seguire con puntuali interventi la complessa problematica che le nuove disposizioni ora determinano per l’organizzazione e lo svolgimento della <pratica» ( un argomento in materia è di imminente pubblicazione) nonchè per lo svolgimento degli esami sui quali ora veniamo noi stessi ad assumere peso notevole e preponderante . Ma il discorso della prefessionalità resterebbe incompleto se non vi si aggiungesse almeno un cenno alla necessità di continuo rinnovamento della nostra cultura tecnica, alla luce di riforme radicali quali si susseguono attraverso un disordinato e non certo pregevole contesto legislativo. Su di che molti Ordini forensi del nostro Paese già si muovono con adeguate iniziative. Seguono iproblemi locali e formali, e seguono non certo per minor rilievo, ma perchè infondo pur sempre sono collegati se non dipendenti rispetto ai temi di fondo che non ci consentono di restar indifferenti, per quello che siamo epossiamo essere nel Paese (partecipi, in fra l’altro, e non meri collaboratori dell’esercizio della funzione giudiziaria). La sola elencazione di questi nostri problemi che ci riguardano tutti, giorno per giorno ( e occupano e preoccupano il Consiglio) costituirebbe quasi un indice anche con proiezione futura di quello che <<Bologna Forense» potrà comunicare e trattare. Segnalo senza ordine di priorità: – rapporti con la Magistratura, specie sui temi e problemi di comune interesse; – rapporti con l’Università ed in ispecie con la Facoltà di legge, tanto legata da sempre e, come si spera, anche per il futuro al nostro Ordine; – collegamenti del pari necessari e continui con le Associazioni sindacali e gli Enti che riguardino l’attività dell’avvocato in tutte le forme (giudiziali e stragiudiziale), nonchè con gli altri Ordini prefessionali inclusivi di lavoro autonomo; – sistemazione del grave problema ( che assicuriamo «in movimento» specie per quanto può da noi dipendere) di sedi adeguate, idonee ad un dignitoso e non difficoltoso esercizio dell’attività giudiziaria, problema da risolvere ormai senza remore e senza eccesso di illusioni, con realismo e concrete:a,a, anche in tempi separati; – assicurazione di strutture accessorie idonee, dalle modalità di notifìche e comunicazioni, all’uso dei nuovi · strumenti efferti dalla tecnica, anche qui sempre con il finalismo di concreta sicura utilità; – adeguamento alle esigenze degli operatori di giustizia della nostra Biblioteca, che potrebbe anche divenire sede di specifìche attività culturali inerenti ai nostri problemi; – rapporti con la Cassa di previdenza ( semplifìcazione e coraggiose prese di posizione che presuppongono però adeguato studio in sede nazionale); – riforme ormai urgenti e indeclinabili delle nostre tariffe (sia per l’impostazione che per i valori).

L’elenco, piuttosto vario, è certo incompleto, ma ho ritenuto opportuno prospettarlo in questa forma non esauriente per aprire anche esplicitamente ai colleghi tutti, che auguriamo ci leggano compensando in tal modo le nostre fatiche, le pagine di questo Notiziario ché è e resta cosa di tutti gli iscritti e così cosa loro. E ciò per i più ampi contributi, anche critici e soprattutto per le iniziative che intendano proporre a chi è e a chi sarà chiamato a rappresentare un Foro di tanto nobzli tradizioni e di valori tanto riconosciutz~ come quello di cui il Notiziario diventa espressione.

Il Vostro Presidente

Angiola Sbaiz