La comunicazione dell’Ordine: dai bollettini ai post (semestre 2/2024)
Sebbene oggi i social media e le webtv abbiano certamente cambiato il modo di comunicare, Bologna Forense resta un punto di riferimento per vivere la comunità forense. Dopo oltre un anno di travaglio, siamo riusciti a rinnovare la grafica, riordinare e arricchire i contenuti con nuove rubriche tematiche, interviste, approfondimenti e strumenti di condivisione.
- Scritto da: Alessandro Martinuzzi (si apre in una nuova scheda) | Pubblicazione: venerdì, 3 Gennaio 2025 | Nel numero: 4/2024 (si apre in una nuova scheda)

Care Colleghe e cari Colleghi,
all’indomani dell’assunzione dell’incarico di direttore editoriale di Bologna Forense, non mi sono potuto esimere dal percorrere i corridoi della Biblioteca “Fulvio Croce” in cerca della raccolta dei vecchi volumi rilegati.
Raggiunta l’ultima corsia sulla sinistra, superati i vecchi volumi della Rassegna degli Avvocati italiani e i Notiziari forensi, ho finalmente rinvenuto il primo numero del Bollettino dell’Ordine degli Avvocati di Bologna del 1957.
Nel 1987 il periodico ordinistico si trasforma in una moderna e vivace rivista destinata a raccogliere non solo i dati sull’attività consigliare e i resoconti sui Congressi nazionali forensi, ma anche le battaglie politiche, le rivendicazioni di categoria, le interlocuzioni con la magistratura e i protocolli, nonché gli umori, le soddisfazioni e i traguardi della comunità forense bolognese.
Nelle pagine di Bologna Forense si ritrova più o meno tutta la storia dell’Italia repubblicana: dall’editoriale di Enrico Redenti all’indomani della creazione della Corte costituzionale, ai pubblici inviti alla cautela da parte del Consiglio dell’Ordine nelle more dell’entrata in vigore della Legge sul divorzio, dalla condanna dell’invasione dell’Ungheria da parte dei sovietici al primo congresso in Italia della Union International des Avocats e all’entrata in funzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo, dal passaggio del codice di rito penale al modello accusatorio all’introduzione del processo civile telematico.
In un’epoca di turbolenze ed incertezze come quella che stiamo vivendo, rincuora leggere le parole di Angiola Sbaiz, Mario Giulio Leone, Achille Melchionda, Mario Jacchia, Ugo Lenzi, Antonio Cicu, Gerardo Santini, Salvatore Mauceri, Francesco Berti Arnoaldi Veli, e tanti altri che hanno fatto la storia del foro bolognese.
Sono pagine che trasudano spirito di comunità, impegno solidale e prestigio della professione forense. Grazie a questo interesse -per così dire- antiquario verso ciò che ci ha preceduto, ho compreso che Bologna Forense non è solo un bollettino di categoria, ma la continua testimonianza di una tradizione comunitaria o, meglio di una vera e propria identità aggregativa.
Nell’era della società liquida, dei social media e delle disintermediazioni radicali, questa constatazione non può lasciare indifferenti e consente di vedere da una diversa prospettiva anche lo stesso Consiglio dell’Ordine.
La partecipazione a questa comunità non significa solo corrispondere il contributo annuale d’iscrizione all’Albo, ma anche condividere le difficoltà, esprimere solidarietà reciproca, manifestare critiche o apprezzamenti per le innovazioni normative e confrontarsi sulla loro applicazione, aggiornarsi e formarsi, ma anche divertirsi, pedalare o correre insieme verso una meta, e, talvolta, anche piangere la perdita di un collega stimato.
Svolgere in modo solipsistico la professione, pensando che, in fin dei conti, tutto questo sia superfluo, lascerà inevitabilmente il rammarico di avere perso una occasione.
Sebbene oggi i social media e le webtv abbiano certamente cambiato il modo di comunicare, Bologna Forense resta un punto di riferimento per vivere la comunità forense.
Dopo oltre un anno di travaglio, siamo riusciti a rinnovare la grafica, riordinare e arricchire i contenuti con nuove rubriche tematiche, interviste, approfondimenti e strumenti di condivisione. Il Comitato di redazione ha formalmente adottato dei criteri redazionali anche con la finalità di chiedere l’attribuzione di un codice ISSN per agevolare l’indicizzazione dei contenuti.
Stiamo inoltre valutando numerose altre proposte di sviluppo e implementazione con l’auspicio di continuare a informare e coinvolgere la comunità forense.
Auguro a tutte le Colleghe ed i Colleghi una buona lettura.


