Attività del Consiglio Estratti delibere

Estratto adunanza del 14/9/2016

Congresso della Fédération des Barreaux d’Europe di Strasburgo, 12-14 maggio 2016

Riferisce il Consigliere avv. Federico Canova che in data 12 – 13 – 14 Maggio 2016 si è svolto, a Strasburgo, il Congresso Generale della Federazione degli Ordini Forensi d’Europa (F.B.E.).
Giovedì 12 Maggio 2016, ad ore 14.00, presso l’Ordine degli Avvocati (3, rue du Général Frère) si è tenuta la riunione dei Presidenti delle Commissioni e della Presidenza.
È seguita la Riunione delle Commissioni.

Seppur in modalità schematica, si riferisce il Report della Commissione Nuove Tecnologie:

C’erano sei elementi nell’ordine del giorno:

  1. Il risultato dell’indagine sulle “information technologies” condotta tra gli ordini degli avvocati membri dell’FBE
  2. L’FBE
  3. I nuovi progetti sulle “information technologies” per le professioni legali (codici in formato elettronico, gestione dei casi e altri software legali, la “law-by application” dell’ordine degli avvocati di Varsavia)
  4. Opportunità e rischi connessi all’uso delle nuove tecnologie da parte degli avvocati
  5. Le richieste telematiche di documenti e le comunicazioni online con le Corti – le buone pratiche riguardanti il trasferimento sicuro dei dati
  6. La guida per le professioni legali sulle buone pratiche in uso delle nuove tecnologie

1 – Il risultato dell’indagine

L’indagine è stata compilata da 21 avvocati, 17 dei quali l’hanno completata in inglese e 4 in tedesco. Gli intervistati venivano da Germania, Polonia, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Turchia, Spagna, Italia, Romania e Portogallo. Il maggior numero di intervistatori veniva dalla Spagna (33%).

L’accesso ai documenti della Corte era a disposizione in molti Paesi dai quali venivano gli intervistati. Molti di questi hanno confermato la possibilità di compilare online i documenti con le Corti e le Autorità di altri Stati.

In diversi Paesi ci sono specifici software progettati per consentire agli avvocati di comunicare con le Corti.

I software potevano essere usati dai legali professionisti per mandare e-mail e altri documenti alle Corti.

Solo il 15% degli intervistati ha indicato la possibilità di svolgere i procedimenti online e nella maggior parte dei casi questo si applicherebbe alla mediazione e all’arbitrato così come alla risoluzione delle controversie commerciali.

Per quanto concerne gli sviluppi tecnologici, la maggior parte degli intervistati ha sottolineato che il sistema di flusso di lavoro dei documenti e la nuova soluzione per gli archivi aveva avuto il più grande impatto sulla loro pratica negli ultimi 5 anni. Tuttavia il 28% degli intervistati ha evidenziato che il progresso che ha avuto il più grande impatto sulla loro pratica erano gli uffici virtuali e firme elettroniche.

È anche opportuno ricordare che gli intervistati hanno indicato, tra le migliori iniziative tecnologiche, le applicazioni specifiche create per i professionisti legali, per la sicurezza della rete e per i programmi di protezione (ad esempio l’installazione di un software per la protezione contro gli hacker informatici, i ladri di identità etc…). Secondo gli intervistati i cambiamenti maggiormente rilevanti che colpiranno la pratica dei professionisti legali nel prossimo futuro proverranno dal crescente numero di uffici virtuali, di dipendenti che lavorano da remoto e uffici senza materiale cartaceo.

Tutti gli intervistati hanno risposto alle domande inerenti i modi differenti di proteggere i dati dei clienti, ciò a dimostrazione dell’importanza di questo argomento per gli avvocati.

Nella maggior parte dei casi i file sono accessibili solo nello studio legale, gli avvocati evitano di usare Dropbox per spedire file che sono troppo grandi per le e-mail; le garanzie sono state

implementate per garantire le banche dati dei clienti, per esempio fornendo una formazione ai dipendenti.

2 – L’FBE

È stato chiesto dalla Presidenza di fornire raccomandazioni su come il sito web dell’FBE dovrebbe essere modernizzato.

La revisione del sito è stata portata a termine e sono stati identificati i seguenti problemi:

  • Ci sono certi errori e certe avvertenze sul sito web, che possono renderlo inaccessibile per alcuni utilizzatori e influire negativamente sul suo funzionamento.
  • Il sito web non è stato adattato ai dispositivi mobili e ciò può rendere più difficoltosa la sua visualizzazione su tali dispositivi. In più, il sito potrebbe non comparire nei risultati di ricerca Google sui dispositivi mobili.
  • Un test di conformità di Google sui dispositivi mobili ha identificato i seguenti errori:
  • i caratteri sono troppo piccoli, ciò rende il testo difficile da leggere;
  • la finestra di lavoro per i dispositivi mobili non è stata impostata correttamente; ciò determina l’incapacità del sito di adattarsi alle diverse dimensioni e caratteristiche dei dispositivi mobili;
  • i links del sito web sono disposti troppo vicini tra di loro;
  • non c’è un piè di pagina appropriato sul sito web, che contenga i recapiti dell’FBE. L’attuale piè di pagina non è ben visibile e adeguato;
  • anche se c’è uno strumento come la newsletter sul sito web, l’ultimo aggiornamento è del 2010, così questa non è utilizzata;
  • tutti gli elementi sono raggruppati sul menù a sinistra. Il menu si apre correttamente, ma facendo clic su una particolare finestra di riferimento, lo stesso si chiude e l’utente non sa dove più dove si trova sul sito web;
  • il sito non è conforme agli standards del “Web Content Accessibility Guidelines” (WCAG), che sono stabiliti in forma di raccomandazioni su come rendere i contenuti accessibili ad una più ampia gamma di persone con disabilità, inclusi i non vedenti, gli ipovedenti, le persone con perdita dell’udito, difficoltà nell’apprendimento, limiti cognitivi e motori, difficoltà di parola, fotosensibilità ovvero combinazioni di queste problematiche. Seguendo queste linee guida si potrà rendere il sito web maggiormente utilizzabile per i visitatori in generale.

Riguardo le soluzioni per i problemi evidenziati, la Commissione raccomanda quanto segue.

Il sito web funziona correttamente in generale. Tuttavia, esso non è conforme con i più recenti standard per la creazione dei siti web (come ad esempio la necessità di avere versione “mobile” facilmente utilizzabile e di rispettare gli standard del WCAG). Quindi delle modifiche sono necessarie e la Commissione raccomanda di costruire una nuova versione “mobile” del sito web, di facile uso, per formattare i contenuti correttamente e aggiornarli frequentemente, e di rispettare le norme “WCGA”; spostare le informazioni dal piè di pagina del sito e modificare la barra laterale del menù.

3 – I nuovi progetti sulle “information technologies” per le professioni legali (codici in formato elettronico, gestione dei casi e altri software legali, la “law-by application” dell’ordine degli avvocati di Varsavia)

La Commissione ha discusso interessanti progetti nell’ambito delle Nuove Tecnologie, come ad esempio i codici in formato elettronico – la piattaforma attraverso la quale gli avvocati che operano in Germania, Austria, Grecia e Polonia possono presentare reclami online contro i debitori provenienti da giurisdizioni straniere.

I Membri hanno riferito, inoltre, sui differenti metodi di deposito telematico dei documenti con le Corti e di comunicazione telematiche con le stesse. In alcune giurisdizioni, come quella italiana, la comunicazione tra avvocati e Corti è stata resa sicura attraverso l’uso della posta elettronica certificata (la prima registrazione avviene fornendo alcuni dati personali, come ad esempio il codice fiscale). La novità è che i documenti possono essere depositati da qualsiasi posto. Le Corti comunicano con gli avvocati tramite e-mail certificate e anche gli allegati sono certificati.

4 – Opportunità e rischi connessi all’uso delle nuove tecnologie da parte degli avvocati

Sono stati anche identificati i problemi connessi con l’uso delle nuove tecnologie, fatti salvi gli ovvi benefici, quali la mobilità, il rapido accesso ai file delle Corti, grazie al quale gli avvocati possono al giorno d’oggi trattare i casi dappertutto. Ci sono comunque dei rischi connessi specialmente con i dati dei nostri clienti che possono essere rubati o semplicemente persi.

Quindi la Commissione raccomanda l’attuazione, da parte di tutti gli studi legali, di una serie di buone prassi rispettose della sicurezza informatica, vale a dire che la sicurezza dei file elettronici, delle comunicazioni on-line avvocato-cliente e dei documenti elettronici dei tribunali deve essere garantita da tutti gli studi legali.

Anche se gli avvocati sono a conoscenza dei benefici del software legale progettato per valutare e anche gestire i casi, non dobbiamo dimenticare che nessun software potrà mai sostituire il giudizio di un avvocato ben istruito e con esperienza.

La NT-Commission continuerà a lavorare su tali questioni.

Alle ore 19.00, presso l’Opéra du Rhin, Grenier d’Abondance – Salle des Choeurs du Petit Broglie – si è svolto un breve cocktail di benvenuto. È intervenuto Pascal Créhange, Bâtonnier de l’Ordre, il quale ha riferito che:

“la Federazione degli Ordini Forensi d’Europa offre agli Avvocati di tutta Europa una occasione unica per lo scambio nella diversità e la condivisione delle esperienze. Si tratta di una ricchezza che rivela la forza della comunità che ha creato. Situata nella regione storica e culturale dell’Alsace, Strasburgo accoglie molteplici istituzioni europee e internazionali e, in particolare, il Consiglio Europeo dal 1949, dal quale dipende la Corte Europea dei Diritti Umani e la Pharmacopée Europea, il Parlamento Europeo dal 1957, il Mediatore Europeo oltreché la Sede Centrale del Canale Televisivo Europeo ARTE. Strasburgo viene frequentemente qualificata come “Capitale Europea” oppure “Capitale Parlamentare Europea”.
In questo periodo agitato dove l’equilibrio precario tra imperativi di sicurezza e la protezione dei Diritti Umani e di Libertà, è più che mai stata rimessa in discussione, il ruolo dell’Avvocato è fondamentale. Saranno consacrati a un approccio globale del ruolo dell’avvocato, dei suoi mezzi di intervento e di azione, come attraverso la giurisprudenza della Corte Strasburghese, i lavori di questo Congresso Generale, del quale titolo è “L’Avvocato in dialogo con la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Strasburgo è particolarmente felice di accogliere i rappresentanti della professione per questo evento importante, che si svolgerà nella Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Vi auguro un confortevole soggiorno a Strasburgo e sono lieto di partecipare a vostro fianco a questa grande riunione europea della professione”.

È seguito l’intervento di Nazario De Oleaga, Presidente della FBE, il quale ha riferito che:

“Il Congresso Generale della Federazione degli Ordini Forensi d’Europa inizierà domani a Strasburgo, capitale Europea. La sessione lavorativa di venerdì 13 maggio 2016 sarà tenuta nella Corte Europea dei Diritti Umani.
L’intervento degli Avvocati è sempre stato essenziale per preservare Diritti e Libertà. Recentemente, quando il nostro ruolo di difendere diventa vitale e indispensabile, l’esigenza di bilanciare necessità di sicurezza con la protezione dei Diritti Umani e della Libertà, la voce di vari governi si fa sentire su quest’ultima.
Sarà trattato con un approccio globale il ruolo e la posizione dell’Avvocato, il significato del loro intervento e azione. Specialmente attraverso la giurisprudenza della Alta Corte di Strasburgo l’argomento centrale del Congresso Generale, avrà riguardo al tema “L’avvocato in dialogo con la Corte Europea dei Diritti Umani”.
Nonostante l’intenso contenuto del programma, non dimenticheremo di divertirci e di creare legami tra i colleghi che partecipano al congresso. Non possiamo mancare alle innumerevoli attrazioni di questa città ultracentenaria, localizzata nella regione storica e culturale dell’Alsace e il cui centro storico è stato dichiarato dall’Unesco Sito Patrimonio Mondiale sin dal 1988.
Perciò, mettiamoci al lavoro e divertitevi”.

In data 13/05/2016, presso il Tribunale Europeo dei diritti Umani, si è svolto il primo giorno del Convegno dal titolo “l’Avvocato in relazione con la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Alle ore 08.00 ha avuto luogo l’iscrizione, cui è seguita l’apertura del simposio e il discorso di benvenuto, tenuto da Guido Raimondi, Presidente del Tribunale Europeo dei Diritti Umani.

Il Presidente si è rallegrato per la presenza di un numero così rilevante di Ordini. Ha trattato della libertà di espressione ed accennato alla evoluzione dinamica della giurisprudenza delle Corti che, in questi ambiti, evolve ogni anno. Il Convegno, ha precisato il Presidente, è aperto a tutti i professionisti Avvocati che devono conoscere tutti i protocolli. Nell’augurare successo al Convegno, il Presidente ha concluso il proprio intervento con queste testuali espressioni: “Questa casa è la vostra”.

Françoise Tulkens, ex Giudice e Vice – Presidente del Tribunale Europeo dei Diritti Umani, come da programma, ha assunto la presidenza del Convegno. Il vice Presidente ha precisato che i diritti umani devono sempre, in ogni sede, essere difesi. Occorre essere ambiziosi nella tutela dei diritti. Per questo ci troveremo anche a Lussemburgo e alla Corte dell’Aja. Il tema è di massima attualità. Il rapporto con le varie Corti, cui è dedicata l‘intera giornata di studi, deve costituire l’inizio di un nuovo percorso europeo. Quando ognuno di noi tornerà a casa propria, dovrà avvertire la necessità di lavorare nel contesto europeo.

Ha preso la parola il Presidente della FBE, Nazario De Oleaga Paramo, per rinnovare il più cordiale saluto di benvenuto e per augurare un proficuo ascolto.

L’introduzione ai lavori è stata svolta da Frédéric Krenc, Avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Bruxelles, professore presso l’Università di Louvain, il quale ha intrattenuto i presenti su “Il ruolo degli Avvocati riguardo alla protezione dei diritti e libertà della Convenzione”.
Il relatore ha riferito di considerare un grande onore potere intervenire a fianco del Presidente Federik Krenk; ha precisato che occorre un dialogo corretto e responsabile fra tutti gli attori della convenzione. Il contenuto del dialogo deve vertere sulla procedura, sulla giurisprudenza, sul modo migliore di realizzare la condivisione dei principi di libertà e degli ideali. Il dialogo, senza l’avvocato che deve prima esaminare il diritto interno e poi passare alla Corte, non c’è. Occorre la massima forma di lealtà per assicurare il buon fine della missione difensiva. Ha poi trattato delle particolari garanzie in ambito di sequestri presso gli studi legali. L’indipendenza è il principio che tutela il professionista. L’Avvocato è l’ultimo bastione della giustizia e della libertà contro l’arbitrario. Bisogna rafforzare il senso della giustizia.

È seguita la relazione sulla accessibilità alla figura dell’Avvocato nel senso della Giurisprudenza “Salduz”, tenuta da Yvan Jeanneret, avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Ginevra presso le Università di Ginevra e Neuchâtel. È seguito un dibattito, come previsto.

A seguito di breve pausa caffè, i lavori sono proseguiti con l’intervento di Thierry Bontinck, Avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Bruxelles, iscritto alla lista di Avvocati di Parigi, sul tema “L’ambito e le limitazioni della libertà di espressione dell’Avvocato”. Il relatore ha rilevato l’importanza della libertà di espressione dell’Avvocato anche nel rapporto fra professionista e Mass media. La protezione deve essere garantita. Thierry Bontinck ha accennato all’art. 10 della Convenzione.

Ha preso la parola Paul Lemmens, Giudice presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani, che ha trattato l’argomento “Il procedimento disciplinare in virtù della Convenzione Europea dei Diritti Umani”.

Si riporta, di seguito, il contenuto dell’intervento.

Applicabilità dell’art. 6 della Cedu

A) Ambito civile

Disputa sui diritti e gli obblighi

  1. “Non deve essere inteso in senso troppo formale: L’Art. 6 può essere applicabile anche se non ci sono parti avversarie” (Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leven e De Meyere v. Belgio).
  2. Diritti e obblighi
    1. Diritti: “In un procedimento disciplinare, il diritto rilevante è il diritto di continuare ad esercitare una professione” (Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leven e De Meyere v. Belgio).
    2. Obblighi: Sono coinvolti i doveri professionali
  3. Diritti e obblighi come oggetto della disputa
    L’esito del procedimento deve essere decisivo per il diritto (o dell’obbligo) in questione

    1. Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leven e De Meyere v. Belgio (sospensione temporanea)
    2. Corte EDU, 20/05/1998, Gautrin e altri v. Francia (sanzioni che possono essere imposte)
    3. Corte EDU, 05/04/2016, Helmut Blum v. Austria (procedimento sommario)

Carattere civile degli obblighi dei diritti in questione

  • Il diritto di continuare ad esercitare una professione come un professionista privato
  • Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leven e De Meyere v. Belgio (medico)
  • Corte EDU, 21/12/1999, W.R. v. Austria (avvocato).
    NB: estensione del diritto di continuare ad esercitare una funzione come impiegato, come giudice (…) quando la legge nazionale prevede l’accesso al tribunale (si veda Corte EDU, 19/04/2007, Vilho Eskelinen v. Finlandia), – Corte EDU, 5/02/2009, Olujic v. Croazia (giudice)
  • Corte EDU, 14/01/2010, Vanjak v. Croazia (ufficiale di polizia)
  • Corte EDU, 9/07/2013, Di Giovanni v. Italia (giudice)

B) Ambito penale

Nessuna “accusa penale”: tuttavia l’Art. 6 è (generalmente) non applicabile (applicazione dei criteri della Corte EDU, 08/06/1976, Engel v. Olanda) Corte EDU, 19/02/2013, Muller-Harburg v. Austria (procedimento disciplinare contro un avvocato, per “violazione dei doveri professionali”, punibile con la multa e “tipiche sanzioni disciplinari”).

Diritto ad una Corte

In molti Stati membri del Consiglio d’Europa, il dovere di pronunciarsi sugli illeciti disciplinari è conferito ad organi giurisdizionali delle associazioni professionali. Anche nelle istanze in cui l’Art. 6 § 1 è applicabile, conferire poteri di questo genere non costituisce di per se una violazione della Convenzione. Ciò nonostante, in circostanze di questo tipo, la Convenzione richiede almeno uno dei due sistemi seguenti: o gli organi giurisdizionali stessi si conformano ai requisiti di cui all’Art. 6 § 1, o, non facendolo, si assoggettano ai controlli susseguenti di un organo giudiziario che abbia piena giurisdizione e assicuri le garanzie di cui all’Art. 6 §1.

  • Corte EDU, 10/02/1983, Albert e Le Compte v. Belgio
  • Corte EDU, 20/05/1998, Gautrin e altri v. Francia
  • Corte EDU, 24/09/2009, Merigaud v. Francia
  • Corte EDU, 09/07/2013 Di Giovanni v. Italia

Di seguito, la discussione è limitata a Tribunali disciplinari (corti in linea di massima). Il controllo giurisdizionale delle decisioni disciplinari prese da organismi non giudiziari è in linea di principio non esaminato.

Garanzie strutturali e procedurali

A) Tribunali stabiliti dalla legge

  • Stabiliti dalla legge
    Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leuven and De Meyere v. Belgio
  • Tribunali: aspetti sostanziali e procedurali
    Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leuven and De Meyere v. Belgio

B) Indipendenza ed imparzialità

Indipendenza
Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leuven and De Meyere v. Belgio (composizione – inamovibilità durante la durata del mandato).

Imparzialità

In generale: due approcci

  • Approccio soggettivo
  • Approccio oggettivo

Applicazione in materie disciplinari

  • Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leuven and De Meyere v. Belgio (la presenza di colleghi in linea di principio non è problematica; la presenza aggiuntiva di giudici migliora l’imparzialità);
  • Corte EDU, 10/02/1983, Albert e Le Compte v. Belgio (idem);
  • Corte EDU, 20/05/1998, Catrin e altri v. Francia (la presenza di colleghi che, in determinate circostanze, sono rivali, è problematica);
  • Corte EDU, 11/06/2009, Dubus s.a. v. Francia (il cumulo di funzioni di indagine e di decisione è problematico, se l’indagine diventa simile ad un procedimento);
  • Corte EDU, 24/09/2009, Merigaud v. Francia (le carenze nei procedimenti di primo grado sono rimediate nei procedimenti di appello);
  • Corte EDU, 20/01/2011, Vernes v. Francia (nessuna menzione dei nomi delle persone nella composizione, quindi impossibilità di contestarle).

C) Pubblica audizione e pubblico giudizio

  • Corte EDU, 23/06/1981, Le Compte, Van Leuven e De Meyere v. Belgio (generale ed assoluta esclusione della pubblicità; nessuna indicazione di aver applicato una delle eccezioni previste dall’Art. 6 § 1, insufficienza della pubblicità nei procedimenti in Cassazione);
  • Corte EDU, 26/09/1995, Diennet v. Francia (i Tribunali disciplinari dovrebbero tenere udienza in pubblico, anche se ci sarebbe un rischio di violazione del segreto professionale o di intrusione nella vita privata);
  • Corte EDU, 05/02/2009, Olujic v. Croazia (la tutela della dignità della persona interessata o della sua professione non è una ragione sufficiente);
  • Corte EDU, 21/01/2012, Durand v. France (la pubblicità non è richiesta, ma possibile: rinuncia);
  • Corte EDU, 05/04/2016, Helmut Blum v. Austria (interamente scritto, procedura provvisoria: urgenza non dimostrata).

D) Equo processo

In generale

  1. Diritto di prendere parte ai procedimenti
  2. Contraddittorio nei procedimenti
    Corte EDU, 14/01/2010, Vanjak v. Croazia (accesso ai documenti)
  3. Parità delle armi
  4. Prove
  5. Ragioni della decisione
    Corte EDU, 14/01/2010, Vanjack, v. Croazia

Alcune garanzie specifiche in materia penale: applicabile, o applicabile mutatis mutandis, ai procedimenti disciplinari.

In merito ai fatti, il paragrafo 1 dell’Art. 6 (…) si applica in materia civile e nella sfera penale (…). Il Dr. Albert si basava in aggiunta sul paragrafo 2 e sui sub-paragrafi (a), (b) e (d) del paragrafo 3, ma, per l’opinione della Corte, i principi in esso sanciti sono, ai presenti fini, già contenuta nel concetto di un processo equo, sancito nel paragrafo 1; la Corte prenderà in considerazione questi principi nel contesto del paragrafo 1).
Corte EDU, 10/02/1983, Albert a Le Compte v. Belgio

  1. Diritto di rimanere in silenzio, privilegio contro l’auto-incriminazione
  2. Presunzione di innocenza (Art. 6 § 2): nei procedimenti disciplinari, le autorità disciplinari devono rispettare l’assoluzione nei procedimenti penali o la sospensione del procedimento penale. Divieto di insinuare la responsabilità penale. Tuttavia, non esiste nessun ostacolo nell’iniziare un procedimento disciplinare e imporre sanzioni disciplinari, indipendentemente dal procedimento penale. – Corte EDU, 13/09/2007, Moullet v. Francia
  3. Informazioni sulla natura e sul motivo dell’accusa (Art. 6 § 3 a)
  4. Tempo e mezzi per la preparazione della difesa (Art. 6 § 3 b)
  5. Difesa personale o tramite assistenza legale (Art. 6 § 3 c)
  6. Esame del testimone (testimone assente o anonimo) (Art. 6 § 3 d)
    Corte EDU, 19/01/2001, Ouendeno v. Francia (le autorità disciplinari valutano la rilevanza della chiamata in testimonianza)
    Corte EDU, 14/01/2010, Vanjak v. Croazia (paralleli tra procedimenti penali e disciplinari – testimoni assenti)
  7. Assistenza gratuita dell’interprete (Art. 6 § 3 e)
  8. Diritto di non essere giudicato o punito due volte (Art. 4 Prot. No. 7): dove i procedimenti disciplinari non sono di natura penale, non vi è alcun ostacolo per avviare procedimenti disciplinari parallelamente ad un procedimento penale o dopo la fine del procedimento penale ( a prescindere dall’esito )
    Corte EDU, 31/01/2012, Durand v. Francia
    Corte EDU, 19/02/2013, Muller-Harburg v. Austria

E) Ragionevole durata

Periodo da prendere in considerazione

  • Punto di partenza: apertura del procedimento disciplinare
    Corte EDU, 16/07/2009, Bayer v. Germania
  • Conclusione del periodo: decisione finale

Valutazione della ragionevole durata del procedimento

  • Valutazione alla luce delle circostanze del caso
  • Criteri

Risarcimento per la durata irragionevole del procedimento

Corte EDU, 05/04/2016, Helmut Blum v. Austria (irragionevolmente la lunga durata porta alla riduzione della multa: perdita di status di vittima).

All’esito si è tenuto un ulteriore dibattito, seguito da una veloce pausa per il pranzo presso il limitrofo Consiglio d’Europa.

La sessione pomeridiana ha visto, quale Presidente, Jean – Paul Costa, ex Presidente del Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Presidente dell’Istituto Internazionale dei Diritti Umani – René Cassin, il quale ha rivolto un sentito augurio di buona prosecuzione dei lavori. È intervenuto sul tema “Sviluppo e conseguenze della sentenza Michaud”, Jean-Jacques Forrer, ex Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Strasbourg, Presidente della Delegazione degli Ordini degli Avvocati della Francia.

“Le perquisizioni e la raccolta di informazione in relazione col segreto professionale dell’Avvocato”, sono stati trattati da Laurent Pettiti, Avvocato dell’Ordine di Parigi.

Ha preso la parola Dominique Attias, Vice Presidente dell’ordine degli Avvocati di Parigi, il quale ha svolto il proprio intervento su “Le indagatorie e protezione del segreto professionale degli Avvocati di Parigi”.

A seguito di ulteriore dibattito programmato e breve pausa caffè, è intervenuto Pascal Dourneau – Josette, Capo della divisione Giuridica della Segreteria del Tribunale Europeo dei Diritti Umani e professore associato presso l’Università di Strasburgo, sull’argomento “L’Avvocato davanti al Tribunale Europeo dei Diritti Umani (norme e pratiche)”.

L’ultimo pannello; “l’Avvocato e il Tribunale Europeo dei Diritti Umani; quali sono le aspettative, quali le riforme”, ha visto la partecipazione di:

Lulia MOTOC, Giudice del Tribunale Europeo dei Diritti Umani
Linos SICILIANOS, Giudice del Tribunale Europeo dei Diritti Umani
Vincent BERGER, ex avvocato del Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Parigi
Bertrand FAVREAU, ex Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bordeaux, Presidente dell’Istituto dei Diritti Umani degli Avvocati Europei
Christophe PETTITI, Avvocato dell’Ordine degli avvocati di Parigi, segretario generale dell’Istituto dei Diritti Umani dell’Ordine degli avvocati di Parigi

Le conclusioni generali sono state tratte da Angelika Nussberger, Giudice del Tribunale Europeo dei Diritti Umani, Presidente di Sezione.

All’esito dei lavori si è svolta, presso Pavillon Joséphine – Parc de l’Orangerie, la cena di gala e ballo, con trasferimento in bus dagli e agli Hotel organizzato come da programma.

In data 14 Maggio 2016, presso l’Ordine degli avvocati si è svolto il Forum des Batonniers, la presentazione del programma Help a carico del Consiglio d’Europa e l’Assemblea generale, con pranzo di chiusura.

In particolare merita rilievo lo svolgimento della Assemblea Generale, che ha avuto il seguente programma:

11.00       Apertura
                 Appello
                 Ammissioni e dimissioni
                 Approvazione degli Atti del Congresso Generale di Cracovia (ott. 2015)
11.10        Relazione del Segretario Generale
11.15        Relazione del Tesoriere riguardo le finanze dell’anno 2015
                 Relazione dell’Auditore
                 Approvazione dei conti in data 31 dicembre 2015
11.30       Elezioni per l’anno 2016/2017:

  • Elezione del Presidente: Yves Oschinsky (Bruxelles)
  • Elezione del Primo Vice-Presidente: Sara Chandler QC (Westminster & Holborn)
  • Elezione del secondo Vice – Presidente Michele Lucherini (Lucca), eletto con 30 schede (898 voti complessivi); complessivamente 57 schede, 1 nulla 1 bianca
  • Elezione del Tesoriere: Christoph Munz (Ordine Avvocati di Sachen)
  • Elezione dell’Auditore: Joseph Van Der Perre (Bruges)

12.00      Relazione dei Presidenti delle Commissioni.
12.45       Presentazione della Riunione Intermedia a Lussemburgo (13-15 Ott. 2015)
                 Presentazione: Assise della Commissione Mediterranea della FBE (Assises des Barreaux de la Méditerranée)
12.55       Discorso di commiato del Presidente uscente
13.00      Discorso di chiusura del nuovo Presidente
                 Fine dell’Assemblea Generale

Il discorso del Presidente uscente:

“Cari colleghi e amici,
ho difficoltà a realizzare che già un anno è passato dal Congresso in Bilbao. Senza dubbio il tempo passa più velocemente quando si fanno le cose con piacere.
E devo dire che durante la Presidenza, in cui abbiamo assicurato quest’ultimo anno e le precedenti, non abbiamo visto scorrere il tempo: siamo stati senza dubbio troppo assorbiti dal lavoro che i nuovi statuti approvati l’anno scorso ci hanno permesso di intraprendere, per lasciare ai nostri successori una Federazione rivolta verso il Futuro.
Si tratta innanzitutto di un lavoro di squadra, avendo cercato e assicurandoci della maggiore partecipazione da parte degli Ordini Forensi membri, sapendo che il compito che spetta alla FBE è di tale ampiezza che la Presidenza non può compiere da sola.
Il lavoro svolto dagli Ordini Forensi membri deve comporre la tela di fondo della nostra organizzazione.
Abbiamo mirato sulle Commissioni e gli Ordini ove risiedono. Credo possiamo affermarlo, è una scommessa che abbiamo vinto.
È dunque a voi, Ordini Forensi membri della FBE, che devo esprimere la mia riconoscenza e, in particolare agli Ordini e alle persone che si sono mobilizzate l’anno scorso per dare corpo e anima all’opera che abbiamo intrapreso.
Come la maggior parte di voi, ho sempre pensato che il fatto di essere una organizzazione di collettivi e non di persone non è insignificante, che l’unione del gruppo fa la forza e che, se siamo capaci di continuare su questa via, rari sono gli obiettivi che non riusciremo ad raggiungere.
Non possiamo mancare di testimoniare anche la nostra riconoscenza agli altri membri della Presidenza, con la quale sono stato così lieto di poter lavorare in questi tre ultimi anni, e, in particolare, a Marta Cuadrada e a Philippe Loew, della quale collaborazione e sostegno mi sono stati preziosi. Senza di loro, sarebbe stato molto difficile lavorare come lo abbiamo fatto.
Ma al di là di un approccio formale, abbiamo voluto che il lavoro delle Commissioni serva, in futuro, a implementare e a migliorare la presenza della FBE nel centro del nostro spazio geografico e giuridico, e faccia diventare la nostra federazione un referente della nostra comunità l’Europa. La nostra opinione e il nostro statuto devono avere il peso di tutto il nostro peso della nostra professione nei domini che ci sono altrettanto cari come la messa in opera della difesa di tutti i diritti dell’uomo  in generale, l’accesso di tutti alla giustizia e la migliore applicazione del diritto.
Il lavoro aspetta le prossime presidenze della FBE e la vostra collaborazione, è necessaria per portarla al meglio.
Ho passato dei momenti molto belli con voi, e troverete in me un amico, un basco che vi aspetta con braccia aperte a Bilbao, dove potremo avere una conversazione confortevole seduti ad un buon tavolo.

Nazario De Oleaga
Presidente della Federazione degli Ordini d’Europa

Ad ore 13 si è conclusa l’assemblea generale. Per la sera era prevista (opzionale a pagamento individuale direttamente al ristorante), la tradizionale cena locale, presso il Restaurant L’Ancienne Douane, 6, Rue de La Douane.

Il Consiglio, all’esito, ringrazia il Consigliere avv. Federico Canova per la partecipazione al Congresso e per il riferimento.

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